Giuffré Editore

Il Notariato tra Costituzione formale e Costituzione materiale

Vito Pace

Presidente Consiglio Nazionale del Notariato


La funzione notarile trova il proprio fondamento nei principi essenziali della nostra Carta costituzionale. Non si tratta soltanto di una presenza implicita nell’architettura ordinamentale della Repubblica, ma di una funzione che, per sua natura, contribuisce quotidianamente alla concreta attuazione dei valori costituzionali di uguaglianza, solidarietà, tutela della persona e certezza dei rapporti giuridici. 

Dalla lettura coordinata degli articoli 2, 3, 42, 47 e 53 della Costituzione emerge con evidenza il ruolo del notaio nella realizzazione dei diritti individuali, nella tutela delle situazioni di fragilità e nella garanzia dell’equilibrio tra autonomia privata e interesse generale. In questo senso, il Notariato rappresenta una vera e propria “cerniera” tra ordinamento e società.

Accanto alla dimensione della Costituzione formale, assume oggi particolare rilievo anche quella che Costantino Mortati definiva “Costituzione materiale”: il complesso delle esigenze sociali, economiche e culturali che orientano l’evoluzione dell’ordinamento. È proprio in questa prospettiva che il ruolo del Notariato appare quanto mai attuale.

Il notaio è chiamato, infatti, non soltanto ad applicare la norma, ma anche a interpretarne la funzione nel mutare della realtà sociale, mantenendo fermo il presidio della legalità. La forza della funzione notarile risiede proprio nella capacità di coniugare certezza giuridica e attenzione ai bisogni concreti delle persone, svolgendo un ruolo di equilibrio e mediazione fondato sui principi di imparzialità e terzietà.

L’esperienza maturata negli ultimi decenni dimostra come il Notariato abbia saputo svolgere un ruolo di primo piano nei processi di evoluzione dell’ordinamento giuridico, non limitandosi ad applicare le innovazioni normative, ma contribuendo spesso ad anticiparle e a orientarle. Numerosi sono gli esempi che testimoniano questa capacità di interpretare i mutamenti della società e di tradurli in soluzioni giuridiche efficaci, successivamente recepite dal legislatore.

Emblematico, in tal senso, è il contributo offerto dal Notariato nell’ambito della volontaria giurisdizione. L’attuale modello “binario”, che attribuisce ai notai una parte significativa delle attività tradizionalmente riservate all’autorità giudiziaria, rappresenta il risultato di una riforma fortemente sostenuta dalla categoria. Grazie a un costante confronto istituzionale e al dialogo con il legislatore, culminato nelle riforme promosse durante il mandato del Ministro Cartabia, è stato possibile realizzare un importante processo di semplificazione e di deflazione del contenzioso, alleggerendo il carico degli uffici giudiziari e garantendo ai cittadini procedure più rapide ed efficienti.

Lo stesso approccio propositivo ha caratterizzato gli interventi più recenti in materia di circolazione dei beni di provenienza donativa, settore nel quale il Notariato ha contribuito a individuare soluzioni capaci di coniugare la tutela dei diritti con le esigenze di certezza e sicurezza dei traffici giuridici. Anche in questo ambito, l’elaborazione dottrinale e l’esperienza professionale notarile hanno preceduto e accompagnato le scelte del legislatore.

In tutti questi casi il Notariato ha dimostrato di essere non soltanto un interprete qualificato delle norme vigenti, ma anche un osservatore privilegiato delle trasformazioni economiche e sociali, capace di individuare tempestivamente nuove esigenze e di proporre strumenti giuridici idonei a soddisfarle. Una funzione che conferma il valore istituzionale della categoria quale interlocutore autorevole nei processi di modernizzazione dell’ordinamento e di rafforzamento della certezza del diritto.

Particolare attenzione meritano oggi le tematiche della fragilità sociale e della tutela delle persone vulnerabili, ambiti nei quali si misura concretamente la capacità dell’ordinamento di garantire dignità, inclusione e pieno esercizio dei diritti fondamentali. La crescente esigenza di assicurare strumenti effettivi di autodeterminazione alle persone con disabilità impone infatti una riflessione profonda anche sulle modalità attraverso le quali la volontà negoziale può essere validamente espressa e accertata.

In questa prospettiva, il Notariato ha svolto un ruolo di assoluta avanguardia, contribuendo a superare impostazioni tradizionali non più adeguate alle possibilità offerte dal progresso scientifico e tecnologico. È grazie all’elaborazione culturale e professionale maturata all’interno della categoria che oggi è pienamente riconosciuta la legittimità dell’utilizzo di tecnologie assistive, quali il puntatore oculare, per consentire a persone affette da gravissime disabilità motorie di manifestare autonomamente e direttamente la propria volontà.

Si tratta di un risultato di grande valore giuridico e umano, che ha consentito di tradurre in pratica un principio fondamentale di civiltà giuridica: quello dell’accomodamento ragionevole. Un principio che impone di adattare strumenti e procedure alle specifiche esigenze della persona, affinché nessuna condizione di disabilità possa trasformarsi in un ostacolo all’esercizio dei diritti.

Grazie a questa evoluzione, oggi è possibile consentire a soggetti che, pur essendo prigionieri delle limitazioni imposte dal proprio corpo, conservano piena lucidità e capacità di autodeterminazione, di esprimere la propria volontà attraverso strumenti tecnologici scientificamente validati e adeguatamente certificati. In tal modo si evita il ricorso a soluzioni sostitutive non necessarie e si riconosce piena centralità alla persona e alla sua diretta manifestazione di volontà.

Anche sotto questo profilo il Notariato ha dimostrato di saper coniugare rigore giuridico, innovazione tecnologica e tutela della dignità umana, contribuendo a rendere l’ordinamento più inclusivo, più moderno e più attento alle esigenze concrete delle persone.

Nella medesima direzione si colloca un’ulteriore proposta recentemente approvata dal Consiglio Nazionale del Notariato e destinata all’attenzione del Governo: il mandato di protezione in vista di future incapacità. Si tratta di un istituto di grande valore civile e giuridico, volto a rafforzare l’autodeterminazione della persona anche nelle situazioni di futura fragilità.

Se la legge n. 6 del 2004 ha consentito a ciascuno di indicare preventivamente il proprio amministratore di sostegno, il mandato di protezione compie un ulteriore passo avanti, permettendo alla persona di individuare, ora per allora, chi dovrà prendersi cura della sua persona e del suo patrimonio nell’eventualità di una futura incapacità. Anche in questo caso il Notariato si fa promotore di una soluzione innovativa, capace di coniugare tutela, dignità della persona ed efficienza del sistema.

Analoga centralità assumono i temi dell’housing sociale e del diritto alla casa, soprattutto in una fase storica caratterizzata da nuove fragilità economiche e da profonde trasformazioni demografiche. Il contributo del Notariato può risultare decisivo nella costruzione di strumenti giuridici capaci di favorire l’accesso alla casa, il co-housing intergenerazionale e modelli di edilizia convenzionata coerenti con le mutate esigenze sociali.

In questo contesto, il rapporto tra Notariato e istituzioni pubbliche assume un valore strategico. Il notaio continua, infatti, a rappresentare un presidio avanzato di legalità anche nella prevenzione dei fenomeni criminali ed economici. Sul tema dell’antiriciclaggio il Notariato rivendica con forza il proprio ruolo di presidio di legalità, svolgendo una funzione essenziale di controllo preventivo sulla circolazione della ricchezza e sulla trasparenza delle operazioni economiche.

Nel quadro dell’attuazione della normativa europea, sono attualmente in corso interlocuzioni volte a valorizzare il contributo che gli organismi di autoregolamentazione possono offrire al sistema di vigilanza. In tale prospettiva, il Notariato sta approfondendo la possibilità di sviluppare strumenti avanzati di raccolta e analisi dei dati, ispirati alle migliori esperienze europee, da mettere a disposizione delle autorità competenti per rafforzare l’efficacia delle attività di prevenzione e contrasto dei fenomeni criminali. 

La stessa prospettiva europea impone una riflessione sul valore del controllo di legalità. La crescente spinta verso modelli di semplificazione non può tradursi in un arretramento delle garanzie giuridiche. Il mantenimento del controllo notarile nella fase costitutiva e modificativa delle società rappresenta, anche in ambito europeo, un elemento essenziale di tutela dell’affidamento e di prevenzione delle patologie del sistema.

Allo stesso modo, le trasformazioni tecnologiche e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale pongono interrogativi che investono direttamente le professioni giuridiche. L’innovazione deve certamente essere accolta come opportunità di supporto e miglioramento dell’attività professionale; tuttavia, essa non può sostituire la funzione umana di interpretazione, valutazione e controllo che caratterizza l’attività notarile. La comprensione della volontà delle parti, la verifica dell’equilibrio degli interessi coinvolti e il presidio di legalità restano attività intrinsecamente affidate alla responsabilità del professionista.

In una società attraversata da trasformazioni sempre più rapide e complesse, il Notariato continua dunque a svolgere una funzione essenziale di stabilità, affidabilità e tutela della persona. È in questa capacità di coniugare tradizione istituzionale e adattamento ai mutamenti sociali che si manifesta, ancora oggi, la piena attualità della funzione notarile quale presidio dei valori costituzionali.