Giuffré Editore

Qui ed ora, parlare di Costituzione: i nostri valori, la nostra identità.

Patrizia Sara Siciliano

Presidente della Cassa Nazionale del Notariato  



Parlare di Costituzione significa dedicarsi ad un tema molto importante. Solo parlare di valori costituzionali e di costituzione; la sola evocazione di questa espressione, suscita in me – e sono certa in questo di esprimere un sentire comune - una profonda emozione e partecipazione, perché in essa sicuramente si concentra quello che è il nucleo più autentico della nostra identità.

Si manifesta innanzitutto nella nostra dimensione di cittadini: siamo chiamati a partecipare consapevolmente alla vita della comunità, anche quali responsabili della trasmissione alle nuove generazioni dei principi che fondano il nostro vivere civile.

I valori costituzionali rappresentano sicuramente il filo che lega ciò che abbiamo ricevuto dalla tradizione civile e giuridica, che ci precede, e ciò che siamo chiamati responsabilmente a custodire e a tramandare.

Un’identità che anche noi esprimiamo quotidianamente, nell’esercizio della nostra pubblica funzione notarile quale presidio di legalità, presidio di garanzia dell’ordinamento. Perché gli insegnamenti ricevuti, i principi che abbiamo a nostra volta trasmesso e trasmetteremo, i criteri che orientano la nostra quotidiana attività professionale e civile, perderebbero ogni reale significato se non trovassero concreta attuazione in un convinto rispetto e in un’autentica adesione a quelli che sono i valori costituzionali. 

Questi sono alla loro essenza un patrimonio di principi su cui appare sempre più necessario riflettere, soprattutto a partire dalle loro radici, da cui traggono origine anche le fondamenta della nostra comunità nazionale nella sua dimensione giuridica, civile e sociale. 

È proprio il senso profondo di queste Radici che innerva il principio di solidarietà intergenerazionale sotteso all’identità e alla missione istituzionale della nostra Cassa di Previdenza. 

Questo è il percorso che insieme agli organi di governance abbiamo intrapreso. Un percorso che trova la ragione di essere in una visione politica e programmatica, fondata sui nostri principi, sui valori definiti e orientati, soprattutto in questo momento, alla costruzione, alla progettazione, solida e animata da un obiettivo primario di tutela e cura di tutti i nostri iscritti.

Più volte, nel corso di questi mesi, ho richiamato il concetto del welfare pro-lavorativo, perché ciò che rileva è la necessità, ormai diventata ineludibile di costruire un sistema di interventi organici e strutturati.

Per questo mi preme sottolineare un punto che tutti condividiamo: la Cassa nazionale del notariato non può più essere solo una Cassa di Previdenza, ma è e diverrà sempre più una cassa proiettata sicuramente verso il welfare. 

In tal senso è un sistema capace quindi di accompagnare, sostenere e valorizzare il percorso professionale di ogni notaio iscritto e, così facendo, di affiancare il professionista nelle diverse fasi della vita lavorativa e post-lavorativa. In concreto si tratta di offrire risposte alle esigenze dei colleghi più giovani, dei colleghi con maggiore anzianità, delle donne, dei notai pensionati partendo dall’ascolto dell’oggi e della lungimiranza verso il domani. 

Oggi sarebbe sbagliato non interrogarsi sulle dinamiche dei mercati del lavoro, non misurarsi con gli shock sistemici. Se mancassimo di analizzare con lucidità le trasformazioni che sono in atto, le possibili soluzioni, le conseguenti implicazioni economiche e sociali, mancheremmo di adempiere alle responsabilità del ruolo a cui siamo stati chiamati.

Il contesto che stiamo attraversando in questo momento impone sicuramente capacità di analisi, chiarezza nelle scelte, trasparenza nei processi decisionali, ma soprattutto tempestività nell’azione. Però, al contempo, richiede un elevato, anzi direi un elevatissimo grado di prudenza e di attenzione nella valutazione delle strategie da adottare.

Noi dobbiamo avere un approccio al cambiamento che sta attraversando anche la nostra Cassa.  Per questo motivo, abbiamo incrementato di quasi il 40% lo stanziamento previsionale 2025: l’importo stanziato nel precedente esercizio era pari a 8,6 milioni di euro; adesso abbiamo destinato al welfare pro-lavorativo 12 milioni di euro. 

Proprio per questo cominceremo subito: alla convention che terremo a Milano l’8 e il 9 maggio presenteremo il nuovo sito, che sarà caratterizzato da immediatezza, semplificazione e soprattutto comunicazione. Si tratta di una comunicazione mirata, caratterizzata da velocità di navigazione, per consentire al nostro iscritto di avere risposte immediate a tutte le esigenze, dall’assegno di integrazione al contributo di apertura studio per i giovani notai, al prestito d’onore, all’assegno di genitorialità, alla polizza sanitaria.

Questo perché sono convinta, convinzione condivisa da tutto il Consiglio di Amministrazione, che mai come oggi la conoscenza profonda della previdenza, e quindi della nostra Cassa, sia il punto di partenza per un dialogo reciproco e costruttivo, motivo per il quale continueremo anche con gli incontri mirati su tematiche previdenziali sul territorio.

Abbiamo cominciato a Roma; ad aprile e maggio ne faremo altri e così via su tutto il territorio nazionale, perché io e il mio Consiglio di Amministrazione riteniamo di dover contare sull’acquisizione di questa nuova consapevolezza, soprattutto da parte dei giovani che si affacciano alla professione.

A loro dedicheremo dei corsi mirati sulla sostenibilità dello studio. Cominceremo nel mese di maggio. Quando parlo di sostenibilità, intendo la remunerazione dei costi medi di un atto notarile, pianificazione e gestione delle risorse, contabilità, adempimenti fiscali, digitalizzazione. Avremo anche un focus, quindi, sull’intelligenza artificiale, ma anche sulla previdenza di primo e secondo pilastro.

Quindi un sistema che sicuramente sarà più moderno e articolato su un welfare che sicuramente è più rispondente ai nuovi bisogni e finalizzato a facilitare l’esercizio dell’attività. Stiamo esaminando e porteremo all’attenzione dell’assemblea l’assegno di integrazione, il prestito d’onore, che abbiamo già confermato per l’anno 2026 nel Consiglio di Amministrazione che abbiamo tenuto due settimane fa, in €10.000 euro d’importo massimo di intervento della Cassa sugli interessi per l’apertura dello studio, ma anche per lo sblocco delle carriere e soprattutto per l’indennità genitoriale. Lo abbiamo ampliato un po’, per garantire maggiormente quella che è la maternità a rischio, una cosa che mi sta molto a cuore, e abbiamo cercato di aumentare la soglia per quelle colleghe che nei due anni precedenti avevano un reddito più basso rispetto alle altre. Tutto questo lo abbiamo già esaminato da un punto di vista di fattività e quindi sicuramente lo porteremo all’attenzione per le modifiche necessarie ed opportune.

Riguardo all’ andamento degli onorari e dei repertori, abbiamo chiuso il 2025 con un +4,9. Questo significa che in Consiglio di Amministrazione rifletteremo, al momento opportuno, tra circa un meso o un paio di mesi, sull’adeguamento delle pensioni. Voi sapete che l’articolo 20 del nostro regolamento previdenziale consente adeguamento delle pensioni basato su due parametri.

Il Tribunale di Torino, con sentenza depositata il 5 marzo ultimo scorso, ne ha riconosciuto la piena legittimità, sostenendo che prevede un meccanismo di perequazione per delle pensioni, per così dire, mitigato. Ha ribadito la piena autonomia statutaria e regolamentare della Cassa, essendo un ente di diritto privato che svolge una funzione pubblica, ha sottolineato il principio solidaristico del sistema della cassa e ha sottolineato che la prestazione pensionistica non può essere rigidamente ancorata ai contributi che il singolo versa. Perché, appunto, si inserisce in un disegno più complesso di solidarietà interna, in coerenza perfetta con i principi costituzionali di cui agli articoli 2, 3 e 38 della Costituzione. Per cui è stata riconosciuta la piena legittimità delle delibere consiliari, mi riferisco a quelle precedenti, all’attuale consiliatura, che ancora non ha adottato alcuna delibera.

Quindi rifletteremo su questo, ma rifletteremo, non solo relativamente all’articolo 20, ma soprattutto nel rispetto del patto intergenerazionale, perché chiaramente gli iscritti alla cassa sono i notai attivi e i notai pensionati e noi questo lo dobbiamo ricordare sempre e lo dobbiamo sempre tenere presente.

Non si può gravare di un di un peso eccessivo il notaio inattivo. Non si può non garantire una pensione adeguata al notaio in quiescenza. 

Sicuramente questo è l’equilibrio che noi dobbiamo mantenere. Il patto che ha fatto nascere la nostra cassa nel 1919, quindi più di 100 anni fa, è sicuramente un principio di solidarietà intergenerazionale a cui noi dobbiamo guardare con molta attenzione e con molta prudenza, nel rispetto degli interessi di tutti gli iscritti, perché tutti sono iscritti.

L’occasione della terza convention che si terrà l’8 e il 9 maggio a Milano sarà un momento di grande riflessione comune sul tema della previdenza. Già il titolo tratteggia l’orizzonte che abbiamo voluto darci: “Tra evoluzione e continuità le nuove frontiere della previdenza”. Per parlare di questi temi avremo con noi il professor Vallacqua, la professoressa Maino, la professoressa Piana, la professoressa Schiuma, il professor Marè, l’avvocato Balsani, il professor Puri: tantissime persone importanti che si interessano di previdenza e con il quale avremo un confronto sicuramente costruttivo. 

Terremo la cena di gala a Cernobbio a Villa Erba, quindi vi aspetto numerosi.

Una presenza che sarà un sentirsi uniti in qualcosa che ci parla delle nostre Radici e che ci proietta insieme in un futuro che resta nelle nostre mani da immaginare prima e realizzare poi nel rispetto di quel principio che è un principio costituzionale e un principio identitario e deontologico profondo per tutti noi: la persona al centro.